SORRY WE MISSED YOU IL LAGO DELLE OCHE SELVATICHE PINO - VITA ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
di Ken Loach con Kris Hitchen, Debbie Honeywood e Rhys Stone

 
   orari:

 martedì 18 e  mercoledì 19 febbraio
 ore 17.30
-21.40
 
venerdì 21 febbraio
 ore 17.30
 sabato 22 e domenica 23 febbraio ore 17.30  - 21.40



 Newcastle. Ricky e la sua famiglia combattono contro i debiti dopo il crack finanziario del 2008. Una nuova opportunità appare all'orizzonte grazie a un furgone nuovo che offre a Ricky la possibilità di lavorare come corriere per una ditta in franchise. Si tratta di un lavoro duro, ma quello della moglie come badante non è da meno. L'unità familiare è forte ma quando entrambi prendono strade diverse tutto sembra andare verso un inevitabile punto di rottura.
di Yi'nan Diaocon Hugh Hu, Lun-Mei Kwei, Liao Fan

martedì 18 e mercoledì 19 febbraio
ore 15.20 -19.30
venerdì 21 febbraio ore 15.20 sabato 22 e domenica 23 febbraio ore 15.20 - 19.30
 lunedì 24 febbraio ore 15.00 - 17.10 - 19.15
 martedì 25 e mercoledì 26 febbraio ore 15.00 - 17.10 - 19.15 - 21.30



Un capobanda in cerca di redenzione e una prostituta pronta a rischiare tutto per riavere la sua libertà si ritrovano inseguiti dalla polizia. Sulle rive del Lago delle Oche Selvatiche si giocherà l’ultima partita che deciderà il loro destino.

di Claudia Cipriani

 lunedì 24  febbraio e giovedì 5 marzo ore 21.30


Quella di Giuseppe Pinelli è una storia già conosciuta, raccontata in molte testimonianze, numerosi libri e opere teatrali di cui la più famosa è Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo. L’intento è quello di raccontarla da un punto di vista inedito: saranno i ricordi delle figlie che, un passo alla volta, ci faranno conoscere Giuseppe Pinelli. Il racconto di Claudia e Silvia Pinelli comincia nel 1969, quando avevano 8 e 9 anni, e si conclude il 9 maggio del 2009 quando la famiglia è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente Giorgio Napolitano che, in quell’occasione, definì Pinelli “la diciottesima vittima della strage di Piazza Fontana”. Il punto di vista delle bambine permette di entrare gradualmente in una storia complessa e intricata: man mano che le due piccole crescono, aumenta anche il loro livello di consapevolezza, s’infittisce l’insieme di informazioni, si articola il discorso politico e il contesto storico. Contemporaneamente si sviluppa la storia personale di Giuseppe Pinelli, insieme all’evoluzione degli accadimenti storici di cui quella storia è riflesso: le contestazioni a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, la “strategia della tensione”, l’Europa divisa in due blocchi. Per chi già conosce la storia di Pinelli, il racconto delle figlie permette di esplorare, insieme al contesto politico, anche quello emotivo, famigliare e dunque più intimo. Pino, vita accidentale di un anarchico racconta non solo la morte di Pinelli, ma anche la sua vita, le sue idee, i suoi affetti..

saranno  presenti in sala la regista Claudia Cipriani e Silvia Pinelli  per incontrare il pubblico