IL CINEMA RITROVATO
 

 



CARO DIARIO
di Nanni Moretti

(Italia, Francia /1993)


LUNEDI' 26 OTTOBRE ore 20.15


EDIZIONE RESTAURATA

 
Soggetto e sceneggiatura: Nanni Moretti. Fotografia: Giuseppe Lanci. Montaggio: Mirco Garrone. Scenografia: Marta Maffucci. Musica: Nicola Piovani. Interpreti: Nanni Moretti (Nanni), Renato Carpentieri (Gerardo), Antonio Neiwiller (il sindaco di Stromboli), Claudia Della Seta (donna seconda coppia), Lorenzo Alessandri (uomo seconda coppia), Raffaella Lebboroni (donna prima coppia), Marco Paolini (uomo prima coppia), Moni Ovadia (Lucio).


 Diviso in tre capitoli autonomi e complementari (In vespa, Isole e Medici), Caro Diario rimane, a quasi trent'anni dalla sua prima uscita in sala, un sorprendente oggetto estraneo di un autore unico del nostro cinema. Per Nanni Moretti, “splendido quarantenne” , è un punto di svolta: dopo la crisi ideologica di Palombella rossa, il “leone di Monteverde” abbandona il suo alter ego Michele Apicella e porta sullo schermo se stesso, senza filtri, dalle gite in vespa nella Roma agostana deserta fino alla sua, reale, malattia. Un'autobiografia profondamente collettiva, dove le ossessioni personali del regista – il passato, le case, il ballo, i (cattivi) critici… – si fondono con quelle di un paese intero, incapace di ricordare, di comunicare, di ascoltare, di capire. Divertentissimo, colmo di indimenticabili tormentoni morettiani, ma capace anche di momenti di autentica commozione (la lunga scena del pellegrinaggio verso il luogo dove morì Pasolini).

 Premio per la regia al festival di Cannes 1994.


 

ACCATTONE
di Pier Paolo Pasolini

(Italia/ 1961)


LUNEDI' 2 NOVEMBRE

EDIZIONE RESTAURATA

 
Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, collaborazione ai dialoghi di Sergio Citti. Fotografia: Tonino Delli Colli. Montaggio: Nino Baragli. Scenografia: Flavio Mogherini. Aiuto regia: Bernardo Bertolucci. Interpreti: Franco Citti (Vittorio Cataldi detto Accattone), Franca Pasut (Stella), Silvana Corsini (Maddalena), Paola Guidi (Ascenza), Adriana Asti (Amore), Mario Cipriani (Balilla), Roberto Scaringella (Cartagine), Silvio Citti (Sabino), Polidor (il becchino), Elsa Morante (Alina, una detenuta).


 La miseria materiale e morale, la sensualità senza ideali, l’atavico e superstizioso cattolicesimo pagano di un sottoproletario della periferia romana. Questo, secondo Pasolini, il suo Accattone, film d’esordio che supera l’esperienza del neorealismo per restituire il dramma epico-religioso di un mondo pre-borghese. “In Accattone ho voluto rappresentare la degradazione e l'umile condizione umana di un personaggio che vive nel fango e nella polvere delle borgate di Roma. Io sentivo, sapevo, che dentro questa degradazione c'era qualcosa di sacro, qualcosa di religioso in senso vago e generale della parola, e allora questo aggettivo, 'sacro', l'ho aggiunto con la musica. Ho detto, cioè, che la degradazione di Accattone è, sì, una degradazione, ma una degradazione in qualche modo sacra, e Bach mi è servito a far capire ai vasti pubblici queste mie intenzioni”. (Pier Paolo Pasolini).