...un po' di storia!

Al civico 57 di via Savona (una parallela di via Giambellino, nella zona ovest della città) è attivo già nel 1933 il cinema Savona; la sala - composta da sola platea (800 posti) - fa parte dei cinema popolari di periferia dove si proiettano spesso due film al giorno.
Agli inizi del 1942 il cinema cambia il nome in cinema Bellini.
Tra le pellicole più interessanti ospitate in questa fase ricordiamo Rebecca (Hitchcock, 1940) nel 1942 e Cenerentola e il signor Bonaventura (Tofano, 1941) nel febbraio 1945.
Nei primi anni del dopoguerra il cinema cambia ancora nome e, a partire dall’autunno 1945, diventa il cinema Libertà.
Tra le pellicole più interessanti ospitate in questa fase ricordiamo Orgoglio e pregiudizio (Leonard, 1940) nel 1946, Delitti senza castigo (Wood, 1942) nel 1947, Il ponte di Waterloo (LeRoy, 1940) e L’onorevole Angelina (Zampa, 1947) nel 1948.
Nei primi mesi del 1949 il locale – accantonata l’euforia postbellica - restaura il vecchio nome di cinema Savona.
Il Savona mantiene la caratteristica di sala popolare per i successivi 50 anni, e ancora il 9 maggio 1970 il Savona al prezzo di 190-240 lire offre in cartellone l’accoppiata de Il cobra (Sequi, 1967) e Dio come ti amo (Iglesias, 1966).
Tra le pellicole più interessanti ospitate in questa fase ricordiamo Don Camillo (Duvivier, 1952) e Un uomo tranquillo (Ford, 1952) nel 1953, Gli uomini che mascalzoni (Camerini, 1932) nel 1954, L’uomo della torre Eiffel (Meredith, 1954), Il cavaliere della valle solitaria (Stevens, 1952) nel 1955, Stalag 17 (Wilder, 1953) nel 1956, Arianna (Wilder, 1957) e Testimone d’accusa (Wilder, 1957) nel 1959, La maschera del demonio (Bava 1961) nel 1962, La ragazza con la pistola (Monicelli, 1968) nel 1969, Diabolik (Bava , 1968) e La signora nel cemento (Douglas, 1968) nel 1970, Al Capone (Wilson, 1959) e Hollywood Party (Edwards, 1969) nel 1971.
Nell’estate 1971 la sala chiude per restauri e riapre nell’autunno 1972 col nome di cinema Mexico: Sempre collocato tra i locali di terza visione, esso offre ora solo un film al giorno, scelto però con maggiore oculatezza. La nuova politica probabilmente non paga e coì già nella primavera 1972 si torna ai due film quotidiani di qualità modesta.
Nel 1975 il Mexico entra a far parte delle sale di seconda visione e, ovviamente, propone ora un solo film al giorno.
Verso la fine degli anni 70 questa formula inizia a non rendere più e la sala chiude.Tra le pellicole più interessanti ospitate in questa fase ricordiamo Z L’orgia del potere (Costa Gavras, 1969) nel 1971, A ciascuno il suo (Petri, 1967) e Ultimo domicilio conosciuto (Giovanni, 1969) sempre nel 1971, Uomini e cobra (Mankiewicz, 1970) nel 1972, Anonimo veneziano (Salerno, 1970) e L’uomo dagli occhi di ghiaccio (De Martino, 1970) sempre nel 1972, Il commissario Pepe (Scola, 1969) e Non torno a casa stasera (Coppola, 1969) nel 1974, Il fantasma del palcoscenico (De Palma, 1974) e Woodstock (Wadleigh, 1970) nel 1976, Zabriskie Point (Antonioni, 1970) sempre nel 1976, A qualcuno piace caldo (Wilder, 1959) e La rabbia giovane (Malick, 1973) nel 1977.
Nel 1980 il Mexico, in chiusura da fallimento, viene rilevato da Antonio Sancassani; la sala mantiene la capienza da 800 posti e aderisce al circuito d’essai: in tal modo la sala riesce a fronteggiare la temibile concorrenza delle televisioni private, evitando il binario morto delle luci rosse.
Tra le prime pellicole proposte con un discreto successo ci sono i film musicali: Woodstock (Wadleigh, 1970), Hair (Forman, 1979) e Tommy (Russell, 1975)
La svolta data dalla nuova gestione, è la decisione di recuperare il film The Rocky Horror Picture Show (Sharman, 1975) e farne uno spettacolo interattivo, provando a replicare l’esperimento di una sala newyorkese, dove il film era in cartellone da anni, con anche proiezione a mezzanotte.
Nel 1981 al Mexico si forma quindi il primo cast amatoriale italiano, formato da appassionati e capitanato da Claudio Bisio, nel ruolo di Brad.
L’iniziativa riscuote subito un grande successo: la sala è sempre piena; la pellicola viene programmata continuativamente per il successivo anno e mezzo. Dopo trent’anni, il film viene ancora periodicamente proiettato al venerdì sera e il Mexico è diventato una delle cinque Rocky Horror House ufficiali del mondo. Ad oggi più di 250.000 spettatori hanno visto il film al Mexico.
Grazie al successo di The Rocky Horror Picture Show, Sancassani riesce a comprare la sala, conquistandosi così un’indipendenza dalle case distributrici.
Alla fine degli anni ’90 la sala viene ristrutturata: la dotazione attuale prevede 286 posti, uno schermo 10 x 4 metri e un impianto Dolby Surround con proiezioni anche in digitale
Si avverte la necessità di differenziare l’offerta, per fronteggiare la concorrenza dell’home video e dei nascenti multiplex.
La sala pertanto inizia ad alternare prime visioni di film indipendenti, principalmente italiani (Fame Chimica, Apnea, Fuori Vena) a rassegne tematiche con film e documentari inediti. La programmazione è ricca e articolata: si alternano rassegne annuali (Bicycle Film Festival) a quelle settimanali (Sound & Motion Pictures, film in lingua originale ogni giovedì), prime visioni di film indipendenti e qualche proseguimento di prima visione, relativamente ai film d’autore. Nel 2007 il Mexico è l’unica sala milanese ad ospitare il film Il vento fa il suo giro dell’esordiente Giorgio Diritti: un grande successo di pubblico, al punto che il film rimane in programmazione per oltre due anni, spesso con spettatori provenienti da altre città.  Tra le pellicole più interessanti ospitate dal Mexico nel periodo 1980-2010 ricordiamo Fuga di mezzanotte (Parker, 1978) nel 1980, The Rocky Horror Picture Show (Sharman, 1975) dal 1980 in avanti, Easy Rider (Hopper, 1969) e The Blues Brothers (Landis, 1980) nel 1984, Shining (Kubrick, 1980) nel 1986, Il raggio verde (Rohmer, 1986) nel 1987, Platoon (Stone, 1987) nel 1988, Giochi nell’acqua (Greenaway, 1988) e Paris Texas (Wenders, 1984) nel 1990, Fame Chimica (Bocola e Vari) nel 2003, Puccini e la Fanciulla (P. Benvenuti) nel 2009.

Testo scritto in collaborazione con Marco Ferrari dal sito: http://www.giusepperausa.it/index.html

 

...la mia storia!

Il cinema è un sogno,
quando si spengono le luci io mi emoziono”
                                         (Antonio Sancassani, novembre 2008).


Antonio Sancassani nasce a Bellagio nel 1942, in una famiglia di contadini. Già a 14 anni lavora nel cinema di Bellagio, come proiezionista, spinto da una passione che non lo ha più abbandonato. Il suo amore per il cinema negli anni è diventato amore per il suo lavoro e forza per andare controcorrente.
Gestisce da oltre 40 anni il cinema Mexico e l’ha trasformato da sala vetusta nel cinema cult di Milano. Il successo del Mexico è dovuto principalmente alla originale e geniale programmazione del musical “THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW” – in questa sala da 36 anni! – e più recentemente dal successo de “IL VENTO FA IL SUO GIRO”, in programmazione per quasi due anni. Questo film, opera prima di Giorgio Diritti, realizzato con un budget minimo, è stato presentato al mercato nel 2005 con in dote tre premi vinti – ai festival di Bergamo, Vancouver e Annecy – ma senza finanziamenti statali a beneficio dei distributori. Ciò è bastato perché nessuna major accettasse di distribuirlo. Antonio Sancassani, che si muove fuori dai processi distributivi dominanti, dopo aver visionato il film ha deciso di metterlo in programmazione e oggi “IL VENTO FA IL SUO GIRO” è diventato un caso nazionale.
Antonio Sancassani è capace di generare eventi unici nella programmazione cinematografica, malgrado la strenua difesa della propria autonomia lo abbia privato dell’accesso al canale distributivo che gestisce i titoli più importanti. E lo fa seguendo tenacemente le sue idee, contrarie alla prepotenza e all’impersonalità delle major della distribuzione cinematografica, che decidono la programmazione delle sale in base a una logica che, spesso, ha poco a vedere con la qualità e il gusto del pubblico.
Antonio Sancassani, armato di passione e carattere, nuota controcorrente e, benché la corrente sia sempre più impetuosa, non ha mai pensato di lasciarsi trasportare da essa.